LA “RIVOLTA INTELLIGENTE” PRENDE CORPO

PREMESSA:
E’ inevitabile per vari motivi che anche questo mio scritto sia lungo. Chi è interessato e lo leggerà ne comprenderà i motivi. Mi piacerebbe e farebbe comodo essere sintetico, ma ho inteso che non approfondire crea equivoci. E’ per altro possibile che pur dilungandomi, qualche vuoto rimanga. Proverò a colmarlo in seguito.

Quando ho deciso di farmi portavoce delle diverse idee e proposte dei tifosi granata lette e sentite nelle due settimane immediatamente successive alla coltellata annunciata, che vedeva il Toro FC sprofondare nuovamente nella serie cadetta, non sapevo se quanto avrei scritto sarebbe stato inteso da tutti e vissuto nel modo che auspicavo.
Se spesso nei miei scritti ribadisco il mio sovraccarico di impegni nella vita, non è per vantarmi o “elevarmi” ad un rango superiore, ma solo per cercare di far comprendere che nella mia posizione non è comune mettersi in gioco con tanto di firma autografa e impiegare tanto tempo non solo a scrivere di e per il Toro ma anche ad occuparmi di tutto quanto da quattro anni organizzo con alcuni amici per il nostro Club ed indirettamente per l’immagine del Toro.
Spero così facendo di far comprendere che essendo già di per se difficile strutturare organicamente dei concetti su qualsiasi argomento si voglia trattare nella vita, a maggior ragione è complicato in poco tempo raccogliere ed esporre umori, visioni, sentimenti, convinzioni, a volte persino opposte tra loro, che abitano il cuore e la mente dei tifosi granata.
Purtroppo non tutti hanno la voglia, la capacità, la sensibilità per comprendere che possono esistere persone che non hanno alcun secondo fine nell’intraprendere simili avventure se non quello di provare a mettere a disposizione delle probabili attitudini, al servizio di una causa particolare, forse unica come è la fede granata.
Non esistono altri fini (certamente, credetemi, non quello di diventare famoso, visibile, o corbellerie tipo candidarsi alle elezioni o quant’altro … farei altro ) se non quello di non sentirsi un ignavo che non ha tentato nel suo piccolo di servire una causa in cui crede. Lo faccio anche nel mio mestiere, uscendo spesso dai protocolli, attirandomi qualche critica di disapprovazione, talvolta scatenando anche un po’ di invidia. Tuttavia l’esperienza mi ha riservato in questo modo soddisfazioni uniche legate ai rapporti umani con le persone migliori, più limpide, meno contorte.
Questo è quanto sto cercando di fare, insieme con alcuni amici, per la storia più recente del Toro.

Dieci giorni fa, dopo due settimane di meditazione, brevi rivisitazioni di quanto avevo scritto grazie all’aiuto del direttivo del nostro Club e della redazione di TN, ho…abbiamo deciso di partire con quanto alcuni di voi hanno letto: una proposta di “rivolta intelligente”.
Chi non l’ha letta potrà farlo sia su Toro News nella sezione “ Lettere alla redazione”, sia sul nostro sito
http://www.torinclubcto.com
Quando è uscito il pezzo io mi trovavo a Genova al congresso nazionale ed europeo della radiologia muscolo scheletrica e di medicina dello sport. Pur avendo tre relazioni importanti da presentare, tra cui quella di apertura e di chiusura dei lavori, non sono riuscito a staccare dal Toro. Ci hanno pensato i tanti colleghi che conoscono il mio recente impegno, chi per farmi le “condoglianze”, chi per dividere con me la delusione. Anch’io ci ho messo del mio; appena arrivato, di fronte a tanti amici e colleghi, docenti di altre università italiane ed europee, mi è venuto in contro il presidente del congresso, professore universitario e caro amico di fede genoana. Ho fatto il gesto di stringergli la mano ma al momento di espletare la formalità, l’ho ritratta dicendo “ non siamo più gemellati, mi spiace”.

Ho finto di tornare sui miei passi per ripetere il gesto altre due volte, lasciando interdetti tutti, poi sorridendo l’ho abbracciato.
Questo per dirvi che certe cose si devono fare, dire, ripetere perché è necessario che i torti subiti non passino nel dimenticatoio, ma poi è giusto metterci una pietra sopra e ricominciare, pur continuando a far tesoro dell’esperienza per future evenienze.
In quei tre giorni, non avendo il tempo di verificare se il pezzo era stato pubblicato, ne ho avuto la conferma da alcune e. mail che mi sono arrivate sul BlackBerry.
Poche frasi entusiaste che in modi diversi appoggiavano l’iniziativa. Poi un paio di SMS dai ragazzi del direttivo del nostro Toro Club mi hanno avvisato tra gli altri di una decina di commenti contrari, qualcuno anche poco simpatico, ma ci stava. Non credo a quanti mi dicono che chi commenta sui vari siti in modo negativo articoli ed opinioni sia un gobbo infiltrato che si nasconde dietro un nickname per dare fastidio. Sono convinto che siano tifosi che come tutti hanno tanta rabbia e frustrazione dentro e devono in qualche modo trovare una via di sfogo, magari anche inveendo contro il tifoso della stessa squadra che non la pensa come loro, spesso solo per un particolare.
E’ per questo che ho chiesto il silenzio in chi crede di dissentire ma, come vedete, poi non ignoro bensì prendo in considerazione anche chi non è d’accordo o crede di non esserlo. La prima parte di questo articolo è proprio rivolto a questi pochi o tanti tifosi ai quali, forse, non sono riuscito a trasmettere il messaggio.
Sta di fatto che a fronte di alcuni riscontri negativi nel giro di pochi giorni ne sono comparsi di positivi e ben più numerosi, con e. mail anche interessanti, come quella di Luciano Cavagnero che ha riproposto un suo progetto, diventato anche libro “ Se vogliamo possiamo”, con argomento l’azionariato popolare.

Un sogno di tanti che non deve essere considerato una irraggiungibile utopia ma una meta a cui rivolgere la nostra attenzione e dedicare parte dei nostri sforzi.
Comunque a muoversi attivamente per primi sono stati alcuni Toro Club e una parte della tifoseria organizzata. Marco Montiglio ( presidente del CCTC) mi ha scritto, ci siamo quindi telefonati ed in seguito ha partecipato ad un direttivo del nostro Club.
Sabato una riunione/agape programmata per le 13 presso il “Punt Masin” di Nole Canavese si è trasformata in una prima occasione di confronto a cui ho partecipato, dopo aver corso come un pazzo in tangenziale alle 14 appena smontato dalla guardia in ospedale.
Sono intervenuti vari presidenti e rappresentanti di Toro Club, tra cui i Tori Seduti, il Salvadori, il Franceschini, il San Maurizio, i Viking, il Volpiano … mi scuso con quelli dimenticati.
C’era anche il mitico “ Socrates” ed Ottavio Sessa. Tutti avevano già quasi completato l’agape ed io sono rimasto “strategicamente” a digiuno.
Ho ascoltato quanto già sapevo da Montiglio, sondato gli umori e le idee dei presenti, espresso con difficoltà ( manco a dirlo ero stanco da mettermi a piangere) alcuni pareri, ho capito che tutti o quasi avevano letto e sostanzialmente apprezzato il tentativo mio e del nostro Club.
Marco ha citato più volte la parola “ rivolta intelligente”.
In sostanza il progetto prende corpo.

Intanto ho avuto la conferma che i presenti erano consapevoli di rappresentare una piccola fetta della tifoseria granata. Sanno di far parte eufemisticamente del“ braccio armato ”, passatemi il termine, cioè coloro che per consapevole scelta e passione hanno deciso di rappresentare il folclore, l’incitamento ma anche la protesta rumorosa dei tifosi granata. Sanno che, nonostante siano quasi sempre solo loro a seguire in capo al mondo la squadra, non possono considerarsi l’unica tipologia di tifo e soprattutto hanno un grande rispetto per tutti gli altri.
Il CCTC ha inteso che deve conquistare o riconquistare la credibilità necessaria per rappresentare il vero centro di coesione e rappresentanza di tutti Club. Le iniziative più eclatanti intraprese, non ultima la protesta a Milano davanti alla Cairo Comunication, sono state distorte nel loro significato da alcuni tifosi nei loro commenti sui forum granata, per quanto sostanzialmente ben descritte da alcuni media, e percepite in modo sbagliato da molti tifosi proprio per la scarsa condivisione preliminare, determinata in gran parte dall’urgenza di intraprendere questo atto dimostrativo. Personalmente, anche se non ero mai stato preventivamente informato di nessuna, ho sempre preso come Toro Club una posizione a favore, magari discutendo dei modi e toni, ma condividendo assolutamente la sostanza. Montiglio e Sessa si sono impegnati a velocizzare il più possibile le comunicazioni a tutti i Toro Club. Bisogna dare loro il tempo di organizzarsi ed aiutarli fornendo gli estremi e.mail e telefonici perché ciascun Club sia raggiunto con semplicità.

Da parte loro esiste la volontà di utilizzare tutti i canali informativi principali che si renderanno disponibili per diffondere comunicati, idee, iniziative. Anche in questo caso d’altra parte tutti i siti sia di grande diffusione ed informazione, come Toro News, sia di più ristretta visibilità come i siti dei Club, dovranno cercare di offrire il giusto spazio e la più rapida disponibilità di mezzi. Tutti sono ormai consapevoli che oggi lo strumento mediatico è una risorsa imprescindibile per qualsiasi tipo di attività. Anche per il Toro e per i suoi tifosi è pertanto fondamentale saper sfruttare al massimo questa potenzialità, visto che tra l’altro il sito che mi ospita è uno se non il principale canale di informazione sportiva calcistica della nostra città.
Penso che tutti i tifosi granata abbiano patito in questi ultimi anni per quanto si è verificato nella nostra Maratona. Il CCTC si è mosso al momento ufficiosamente per contribuire a riportare la Maratona ai tradizionali fasti. Montiglio ha indicato e tutti hanno compreso e condiviso, qual’è il primo passo da compiere. Saranno loro a spiegare ufficialmente quanto prima cosa deve accadere. La questione è delicata ed assolutamente in mano al presidente Cairo; non è opportuno in questo momento che io anticipi altro. Mi limito a dire che la Maratona è un patrimonio del Toro, e la società deve essere consapevole che è sicuramente più sano ritrovarla strapiena di tifosi uniti, caldi, veri, che inciteranno e contesteranno liberamente, esclusivamente sulla base dei fatti. Questa è la priorità per il CCTC e non possiamo che essere d’accordo.

Questione rapporti con Cairo e decisioni societarie. La mia/nostra proposta portava nel titolo provocatoriamente come primo punto la riconferma di Camolese. Si era nell’imminenza della decisione a tutti sapevano con quasi assoluta certezza che il teatrino si sarebbe chiuso con l’ingaggio di Colantuono. La volontà granata individuava dai sondaggi, non solo su T. N. , Camolese come assoluta prima scelta mentre Colantuono era tra gli ultimi per cui ci si è espressi in tal senso. Come sempre il tifoso dimostra il suo amore per i colori accettando in definitiva le decisioni della società ed i sondaggi successivi all’arrivo di Colantuono hanno visto una completa inversione di tendenza con la maggioranza dei tifosi esprimersi in modo positivo.
Da quanto è emerso si è compreso che tutta la tifoseria ha colto nella decisione del Presidente un parziale cambiamento di rotta ed un comportamento più in linea con quanto lo si è invitato a fare in questi anni. Nel momento in cui ha deciso di confermare Foschi ha accettato che questi imponesse la sua scelta per l’allenatore. Anche le dichiarazioni successive sono state finalmente quelle che volevamo sentire. Il presidente faccia il presidente e conceda carta bianca nelle scelte tecniche e nella gestione della squadra allo staff che ha deciso di assumere. Ci auguriamo che non siano solo parole. Resta il rammarico nel notare l’assoluta volontà di non circondarsi di uomini da Toro. Diventa a questo punto una nostra priorità adoperarci per insegnare a Foschi e Colantuono a diventarlo. Non c’è dubbio che se alla loro comprovata esperienza e grinta si aggiungesse anche questo altro aspetto, potrebbe finalmente nascere un cocktail esplosivo. Osserveremo, commenteremo, sproneremo, gioiremo o disapproveremo sulla base delle azioni.

E’ graditissima la decisone del presidente di cambiare il numero di cellulare e di non renderlo più pubblico sperando che eviti di farsi “consigliare” da chi non rappresenta nessuno. L’intenzione è quella di individuare dei referenti dei Club e della tifoseria organizzata che probabilmente prenderanno contatti con lui e con la società semplicemente con dei comunicati pubblici dopo averli condivisi, in modo che non ci siano equivoci. Le voci fuori dal coro rimarranno tali. Esistono punti tuttavia in cui ho l’impressione che gran parte della tifoseria non sarà disposta a transigere facilmente. Lo ribadiamo su questo lungo resoconto ma lo ripeteremo più volte se sarà necessario. Se è vero che i soldi apparentemente li mette un padrone – presidente di una società, è altrettanto vero che questi soldi arrivano direttamente ed indirettamente da chi sostiene con il suo tifo, la sua attenzione e le sue tasche la società stessa per i colori che rappresenta. E’ assolutamente riduttivo ed ingiusto che un tifoso non si senta in diritto di sindacare a priori alcune scelte o partecipare alle stesse. Se a questo si aggiunge il fatto che tutti, dai presidenti ai calciatori, sono di passaggio al Toro, mentre i tifosi restano per sempre “al di là del tempo e dello spazio”, parafrasando una nota opinionista di Toro News, pensiamo che proporre caldamente delle linee di indirizzo su una gestione societaria sia un dovere/diritto della tifoseria. Ed allora siamo tutti concordi che nessuno dei calciatori attualmente nella rosa per noi è inamovibile ed estremizzando possono anche andarsene tutti. Ma dal momento che non si può ricostruire da zero allora gli elementi che più ci stanno a cuore, se vogliamo, continuano ad essere i più giovani, Rubin, Ogbonna, Dzemaili, Rosina, Bianchi, a cui aggiungiamo un veterano che ci ha regalato una delle poche piacevoli sorprese in questo triste anno, Franceschini, che paradossalmente vorremmo vedere capitano della prossima compagine di B. Tutti gli altri, e ribadiamo tutti con pochi distinguo, siamo ben felici se si accasano in altre squadre. Attenzione: quanto scrivo, riportando come sempre ciò che ho percepito dai più, è in perfetta linea con un'altra saggia volontà e richiesta popolare e popolana: l’investire sui giovani e sulle giovanili.

Il futuro del TORO non può che passare attraverso questi ragazzi che, anche se in ristrettezza e coinvolti in un ennesimo periodo buio della storia granata, hanno rappresentato le poche note liete di questa società. La conferma di Asta e, per il momento, l’assenza di novità su Corini ci confortano auspicando che anche questo validissimo ex giocatore e sicuramente altrettanto valido futuro allenatore possa trovare una sua strada lontana dal Toro, semplicemente perché per la nostra storia, ribadiamo, non ha rappresentato nulla.

Per il resto le voci sugli imminenti acquisti ci spaventano e se la società decide di sacrificare i pochi pezzi pregiati per scambiarli nuovamente con cariatidi a fine corsa, difficilmente verrà digerito. Se le cariatidi saranno poche e motivate, ma affiancate a giovani noti e meno noti, con prospettive di crescita non è escluso che la piazza si allinei, ma è un rischio. In questo discorso si inserisce la questione ingaggi. Il fatto che il presidente abbia promesso di mantenerli invariati per i pezzi pregiati, o presunti tali, nel caso che decidano di restare, è un gesto che può per certi versi fare piacere alla tifoseria. Può essere colto come un segno di generoso impegno a costruire una squadra che risalga immediatamente in seria A. Ciò non toglie che ancora una volta la maggior parte dei tifosi sembra gradire di più se ad esempio Dzemaili, Rosina e Bianchi, decidono di rimanere perché convinti finalmente dalla reale presenza di un progetto serio. Nel qual caso dovrebbero dimostrarlo accettando anche una riduzione dell’ingaggio. Il segno sarebbe oltremodo positivo e rappresenterebbe un vero indicatore sia del progetto sia del fatto che restano non per i soldi o perché non li vuole nessuno. Lo stesso dicasi per i futuri nuovi arrivi. Certo non è giusto che i “figli” paghino le colpe dei “padri” ma è anche vero che dagli errori si deve dimostrare di aver imparato. Quindi ingaggi “bassi” ( sole da dieci a quindici volte lo stipendio di un operaio in sostanza) e premi partita.

Veniamo alle proposte di “rivolta intelligente”. Tutti i Toro Club ed i gruppi organizzati hanno nel loro DNA la presenza allo stadio ed alle trasferte. Così sarà anche quest’anno. Anche noi del CTO, io per primo, acquisteremo un abbonamento, salvo poi cederlo di volta in volta a chi avrà piacere di esserci, visto che per quanto mi riguarda non potrò e vorrò andare per un discreto numero di giornate. Ciò detto lo stesso Montiglio non si dichiara contrario al fatto che si possa diffondere un messaggio positivo a tutti coloro che diserteranno l’abbonamento; non verranno mai considerati tifosi di terza fascia o traditori, semmai il contrario. Questa è una scelta dolorosa ma deve essere considerata davvero un modo intelligente di protestare, per nulla lesivo delle casse della società. Anzi è assai probabile che nel momento in cui il Toro si dimostri all’altezza delle aspettative, lo stadio si riempirà di tifosi felici e paganti che potranno coprire in breve tempo i piccoli ammanchi lasciati dagli abbonamenti invenduti. In sostanza si è tutti d’accordo sul moto, come dire “non compriamo più a scatola chiusa”. In tanto l’idea di utilizzare le Giovanili e la Primavera del Toro come squadre sulle quali investire maggiori attenzioni sembra prendere corpo. Poi chiaramente ognuno faccia come crede meglio.

Stesso discorso per il foraggiamento delle casse che arricchiscono i signori che quest’anno hanno così impunemente sbeffeggiato con decisioni a dir poco scandalose la nostra tifoseria.
Giolitti diceva “ Le leggi si applicano sui nemici e si interpretano con gli amici”; quest’anno più che mai questo “insegnamento” è stato applicato nelle regole calcistiche da Collina ed i suoi, nei nostri confronti. Se la regola ci penalizzava veniva applicata, se ci favoriva veniva interpretata in modo che ci sfavorisse. I Clubs ed il CCTC sanno benissimo che oggi la fetta più grossa del “ calcio business” è costituita dai diritti televisivi e dagli sponsor pubblicitari che popolano le trasmissioni ed i canali sportivi. La guerra contro questo sistema è persa in partenza, ne siamo consapevoli. Significa fare la guerra al futuro che è ormai già presente nel modo di vivere umano. Diverso è temporaneamente far intendere che il tifoso granata non è un idiota che continua a mantenere il suo abbonamento a Sky Calcio ( per fare l’esempio più eclatante) anche se il Toro non è in serie A. Chi dice e pensa che una protesta di questo tipo possa solo fare il solletico “al palazzo” ( non è un termine coniato da me ma di ampio uso) si sbaglia e di grosso. Un abbonamento costa in media 500 euro all’anno. Per 1000 persone fa 500.000 euro, per 10.000 fa 5 milioni e per 100.000 persone fa 50 milioni di euro. All’interno delle trasmissioni sono presenti messaggi pubblicitari che come noto condizionano, ormai senza alcuna regola, le nostre scelte commerciali. Non vederli ci permette di subire meno il condizionamento con qualche ricaduta anche sugli acquisti. Certo i diritti verranno pagati lo stesso alla lega e alle società, ma l’anno venturo un pensierino Sky e C. lo rivolgeranno pure a queste congregazioni truffaldine, se si accorgeranno di aver perso qualche milioncino di euro con il Toro in B, non credete? Non si può imporre a nessuno questa, come altri tipi protesta, ma è nel nostro diritto proporla argomentandola. Anche in questa caso ne i rappresentanti del CCTC ne i Club intervenuti all’incontro si sono espressi negativamente. Sta alla imponente tifoseria Granata decidere se agire in tal senso.
Termino con quelli che sono i programmi ai quali dovranno partecipare ancora più attivamente tutti i canali mediatici presenti nell’universo granata.

Il Filadelfia deve essere ricostruito come ci è stato promesso e come è giusto che sia, senza che ribadisca i motivi ormai ampiamente noti. Se vogliamo che le manifestazioni, gli atti dimostrativi o quant’altro siano popolati de decine di migliaia di tifosi bisogna partire da lontano, decidere una data distante ed iniziare un incessante tamtam che consenta a tutti di organizzarsi, prendere ferie, annullare appuntamenti, prevedere per quel giorno una badante per i genitori o nonni anziani ed una baby sitter per i bimbi più piccoli. In sostanza dobbiamo organizzarci a lungo termine e nel frattempo ricomporre le fila tra tutti coloro che se ne sono occupati, litigando e dividendosi. Anche in questo caso dissentire sui particolari perdendo di vista il bersaglio grosso è un atto criminale. So che la redazione di Toro News si attiverà per proporre una data e condividerla con i tifosi, le associazioni, i clubs e gli altri canali mediatici. In sostanza lavori in corso.
Analogo discorso per il “ tavolo granata” dell’avvocato Marengo ( che non si è al momento fatto vivo ma che confido di beccare viste vecchie comuni frequentazioni) che può benissimo sposarsi con la proposta di Luciano Cavagnero, o altre provenienti dalle associazioni più “ acculturate” ed anche più vicine ai tanti piccoli e grandi imprenditori della nostra provincia e regione, che da decenni ormai invitiamo a farsi avanti. Lavori in corso anche qui più che altro per pungolare, provare a coagulare, evitare “schizzinose divisioni”. E’ chiaro che da soli non possiamo fare molto. A buoni intenditori…!!!

Come vedete scrivo molto ma faccio anche qualcosa di pratico che va ben oltre la “tastiera”.
Tra l’altro: lunedì e martedì scorso mi sono recato a Pesaro per lavoro ed ho voluto incontrare Mario Patrignani, ex presidente del CCTC, ma ancora membro del consiglio. Non ci conoscevamo ma come era ovvio l’intesa e la complicità è stata immediata. Gli ho esposto brevemente il progetto perché avevamo entrambe pochi minuti a disposizione; non ha avuto nulla da obbiettare, anzi. Ho avuto l’impressione che se avessimo avuto più tempo avrebbe chiesto di inserire cose ben più pesanti e provocatorie. C’è sempre tempo. Comunque lui “sta ancora con Cairo”, per riconoscenza ed affetto personale, come è giusto che sia, ma com’è nel suo DNA granata, non ha alcuna intenzione di farsi prendere ancora in giro ne dal presidente, ne dai calciatori e tantomeno dalla lega. In sostanza la “rivolta intelligente” sta incredibilmente prendendo corpo.
Ora tocca a noi tutti diffondere ed agire.

Guido Regis
Presidente del Torino Club CTO Claudio Sala http://www.torinoclucbto.com
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Fini nel mirino del Torino

Fonte: torinogranata.it

Il futuro del laterale Michele Fini non è più a Cagliari. Il giocatore non ha ricevuto l'offerta dalla società del presidente Cellino per il prolungamento del contratto e pertanto è libero di trovarsi una nuova destinazione. Il 35enne ex giocatore del Catania sta valutando tre offerte che provengono da Livorno, Siena e Torino.
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Parola pronto per il Torino

Fonte: torinogranata.it

Andrea Parola, in rotta con Allegri che non lo fa giocare, sarebbe entusiasta di vestire la maglia granata, come dice a La Stampa. "Non avrei problemi a scendere in B, se si creeranno le condizioni giuste per farlo. Torino è una piazza importante, so che mi vogliono e questo mi fa piacere. Di sicuro non resterò a Cagliari, Cellino sa che considero chiusa la mia esperienza in Sardegna e che vorrei avvicinarmi a casa".

Secondo le fonti certe di Carlo Nesti, Parola non interessa al Toro, che rimane comunque un giocatore sul mercato, dal costo non impossibile e che vanta una piccola esperienza anche in campo internazionale, avendo giocato in Bulgaria nel 2000. Visti i buoni rapporti tra Cairo e Cellino, se Foschi chiama non dovrebbero esserci problemi.
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Torino, altri rinforzi in arrivo?

Fonte: torinogranata.it

Il Toro non è stato immobile la scorsa settimana, come qualcuno scetticamente temeva. E' rimasto Colombo, dopo la risoluzione alle buste della sua comproprietà, così Gasbarroni, forse non così tanto atteso dai tifosi granata, ma il trequartista torinese, se risolverà i suoi problemi fisici in B può tornare utile, specie per rimpiazzare Rosina, dato per partente, ma senza alcune certezze sul suo futuro. Cairo ha parlato solo di Bianchi e Dzemaili come incedibili, dunque il resto della truppa è in discussione. I partenti potrebbero essere molti, anche perchè Colantuono vuole una rosa ristretta. Partirà Calderoni, incerto il futuro di Sereni, ma è tra coloro che potrebbe restare. Natali rimane in bilico, dovrebbe andare alla Roma, ma finora la società giallorossa è immobile per via della sua situazione societaria ancora incerta, in attesa di essere ceduta o meno.

Tra i nuovi volti ci sarà quello del russo-argentino Gorobsov, mentre è tornato al Milan Abate, queste le principali operazioni fatte. Tra i possibili arrivi c'è quello di Parola, ma non è l'unico cagliaritano che interessa al Toro, ci sarebbe anche Fini, che non ha rinnovato con il club sardo ed è alla ricerca di una nuova squadra. Bentivoglio del Chievo è un altro obiettivo granata, ma su di lui c'è proprio il Cagliari. Era stato accostato al Torino anche il suo ex portiere ai tempi di Cimminelli, Stefano Sorrentino, già vicino ai granata quando poi gli fu scelto Sereni. Sembra però improprio pensare che Sorrentino scelga il Torino in B, nonostante la sua passione granata e il fatto che la famiglia vive a Torino. Il Genoa è interessato e per il portiere campano ci sarebbe l'opportunità di tornare in Europa, vista la sua esperienza in Champions ai tempi dell'Aek Atene. Senza contare che anche la Roma sarebbe da tempo sulle sue tracce.
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Torino, arriva Belingheri

Il Torino sta per mettere a segno il suo secondo colpo di mercato. Dopo l'acquisto del giovane Martin Gorobsov (19), dovrebbe arrivare anche l'ascolano Luca Belingheri (26), centrocampista con spiccate caratteristiche offensive. Il Toro è in pole anche per i buoni rapporti con il presidente del club marchigiano Benigni. Se la società granata non mollerà la presa, lasciando spazio a Cagliari e Chievo, Belinghieri sarà un altro rinforzo di rilievo per la squadra di Colantuono, scrive Tuttosport.
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Carlo Nesti: Il punto sul mercato del Torino

Fonte: di Carlo Nesti per Nesti Channel - carlonesti.it

Qualcuno si è già accorto che in B si possono tesserare solo 17 uomini, più 2 portieri? Considerando 2 infortunati a turno, e 2 squalificati a turno, restano 13 elementi. Il resto è Primavera. C'è poco da inventare: l'essenziale è tenere Sereni, Dzemaili e Bianchi, la spina dorsale. Se ci fossero offerte valide, cederei Natali, Rubin e Rosina. Vedrete quanto sarà utile Abbruscato, ora che è una seconda punta, al servizio dell'"ariete".
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Torino: il mercato ruota attorno a Bianchi-Rosina

Fonte: www.datasport.it

Rosina e Bianchi rappresentano i primi enigmi da sciogliere per impostare il mercato: Cairo vuole tenere l'attaccante. Comincia a entrare nel vivo il mercato dei granata, chiamati ad allestire una squadra capace di ripagare i tifosi delle cocente delusioni patite negli ultimi, ferali dodici mesi. La stagione ufficiale e il nuovo corso torinista sono cominciati giovedì, quando il presidente Urbano Cairo, nel corso di una conferenza stampa, ha presentato il nuovo tecnico Stefano Colantuono e illustrato i piani della società: un programma in grado di riportare il Toro in serie A a stretto giro di posta, nel breve volgere di una stagione che dovrà risolversi, nell'auspicio di tutti, in una cavalcata trionfale.

Il primo nodo da sciogliere è quello relativo alla posizione del venticinquenne fantasista, punta di diamante e pezzo pregiato della rosa, Alessandro Rosina. L’estroso trequartista piace molto al nuovo allenatore, ma Cairo ha deciso di considerare eventuali offerte in arrivo per lui, non ritenendolo dunque una pedina inamovibile nello scacchiere del Toro. A quanto sembra, cinque milioni di euro saranno sufficienti per aggiudicarsi le prestazioni del furetto torinista. Da ricordare, al proposito, il significativo interessamento manifestato un paio di mesi fa dal Lione, che per bocca del suo tecnico Claude Puel aveva espresso il suo apprezzamento per lo sgusciante fantasista ex Under 21. Probabilmente, Rosina sarebbe funzionale agli schemi, all'impostazione mentale e alla filosofia di gioco molto spregiudicata dei transalpini.

Assolutamente cruciale, per la pianificazione del mercato in entrata e in uscita da parte dei dirigenti torinisti, anche l’intrigo-Bianchi, che sfoglia la margherita: restare o non restare? Cairo vorrebbe tenerlo, affrontando lo sforzo economico che la riconferma in serie B richiederebbe, ma ora la palla passa nelle mani del giocatore. Stesso discorso vale per Dzemaili: il promettente e talentuoso svizzero, deus ex machina del centrocampo molto appetito anche in serie A, attende cenni da parte della società: è molto legato alla maglia granata, e vuole capire quali sono i reali progetti del Toro. Ed eventualmente affrontare assieme alla piazza la grande ed entusiasmante scalata verso la risalita. Verso la resurrezione.
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Torino, via alla rivoluzione

Fonte: www.sportisland.net

Dopo l'amarezza della retrocessione, cominciano le prime schiarite in casa Torino. Il presidente Cairo, saldo al comando nonostante la contestazione dei tifosi granata, affida le chiavi della società all'esperto direttore sportivo Rino Foschi, che avrà l'arduo compito di allestire brevemente una formazione che possa centrare subito la promozione in Serie A.
La prima certezza in casa Toro porta il nome di Stefano Colantuono, nuovo allenatore voluto proprio dallo stesso Foschi, che già lo portò a Palermo due anni fa. Il tecnico romano ha voglia di riscatto, il recente curriculum positivo parla bene delle sue esperienze con Sambenedettese, Perugia, Atalanta e anche Palermo, nonostante un doppio esonero subìto dal burrascoso patron Zamparini, capace di cacciarlo lo scorso Agosto dopo la prima sconfitta in campionato a Udine.
Il Torino dovrà prima vendere (bene), quei giocatori con mercato: Dzemaili piace moltissimo in A, così come Bianchi, Rosina e Sereni. Natali potrebbe finire alla Roma in cambio di Loria, Ventola si è svincolato, Barone è indirizzato verso Bologna (scambio con l'ex Marazzina?). Difficile piazzare Gasbarroni, in comproprietà col Genoa che però non lo riprenderà.
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Torino, interessa Parola

Fonte: torinogranata.it

Il Torino potrebbe puntare sul cagliaritano Parola per rinforzare il centrocampo in vista della prossima stagione. I granata potrebbero aver trovato il mediano roccioso, tanto caro al suo tecnico Stefano Colantuono, che andava inseguendo da tempo. Si tratta di Andrea Parola, centrocampista di quantità tutto muscoli e polmoni reduce da due ottime annate fra le fila del Cagliari, arricchite da 44 presenze e impreziosite da un gol.

Parola, che a fine stagione aveva dichiarato a chiare lettere di voler lasciare il sodalizio rossoblù, sarebbe disposto di buon grado a ripartire dalla serie B, sposando il progetto di risalita dei granata. Da par suo, secondo indiscrezioni filtrate sempre più insistentemente negli ultimi giorni, il presidente del Toro Urbano Cairo avrebbe messo gli occhi sull'arcigno mediano rossoblù, abilissimo in fase di interdizione e di inserimento, anche se non dotato di una tecnica sopraffina e di piedi vellutati: Parola rappresenterebbe proprio quel giocatore d'esperienza, di grinta e di spessore da inserire nello scacchiere tattico dei granata fortemente richiesto da Colantuono.

Inoltre Parola, originario di Pisa, aveva manifestato il desiderio di riavvicinarsi il più possibile a casa per stare maggiormente a contatto con la propria famiglia; anche per questa ragione, Torino potrebbe essere la destinazione ideale. Con buona pace di tutti. Il matrimonio s'ha da fare: per i fiori d'arancio potrebbe essere solo questione di tempo.
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Torino, giovedì la presentazione di Colantuono

Il nuovo tecnico granata, Stefano Colantuono, verrà presentato ufficialmente nel pomeriggio di giovedì. Nell'attesa di pianificare assieme alla società gli innesti più azzeccati per centrare subito il ritorno in Serie A l'allenatore - che può vantare due promozioni nel massimo campionato alla guida di Perugia e Atalanta - ha chiarito che non ha in testa alcun dogma tattico inderogabile. " Sono i giocatori a fare il modulo, non l’allenatore ", ha dichiarato non appena arrivato all'ombra della Mole. Leggi ancora...
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Torino Si ricomincia il 9 luglio

Continuano a comporsi i tasselli della nuova stagione. Ci è voluto un po’, ma adesso tutto continua spedito. Prima abbiamo conosciuto il nome del nuovo allenatore (Colantuono), poi è stato riferito il luogo del ritiro (Folgaria), ora abbiamo anche una data precisa: 9 luglio. Comincerà dal secondo giovedì del prossimo mese l’avventura granata per la stagione 2009/2009, ovvero fra 23 giorni. La squadra partirà alla volta del Trentino per iniziare la preparazione. Con quali giocatori, non lo sappiamo ancora, ma come tutti gli altri tasselli, verranno svelati anche quelli… Leggi ancora...
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Il Toro può essere ripescato? I dubbi del regolamento

Nessuna illusione, il Torino disputerà la serie B come decretato dal campo, tuttavia in questi giorni si sta dibattendo cosa potrebbe succedere qualora una squadra non fosse iscritta in serie A per problemi di bilancio. Come regola il Toro non può essere ripescato perchè ha usufruito del Lodo Petrucci. Ma sul fronte legislativo non c'è certezza sul termine di tale divieto. C'è chi dice che decada dopo quattro anni, ma nulla è chiaro. Se così fosse allora il Torino, a partire da quest'anno potrebbe rientrare nei ripescaggi, ma si dice che se mai dovesse accadere una cosa simile, ad usufruire della situazione sarebbe il Lecce. Leggi ancora...
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Tuttosport - Torino, Colantuono chiama Delvecchio

Scelto il nuovo allenatore, il Torino può finalmente concentrarsi sulla campagna trasferimenti ed il primo giocatore richiesto da Stefano Colantuono pare essere il duttile centrocampista Gennaro Delvecchio (31), che però la Sampdoria sarebbe disposta a trattare solo se i granata fossero disposti a inserire nell'operazione Blerim Dzemaili o a sborsare 5 milioni. Leggi ancora...
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D'Amico su Abate: "Torna al Milan"

Il giovane laterale Ignazio Abate, calciatore che nell'ultima stagione ha militato nel Torino, tornerà - con ogni probabilità - al Milan. Abate sarebbe un ottimo rinforzo per Leonardo, che ha già dichiarato di voler utilizzare molto il gioco sulle fasce. Il Milan probabilmente resisterà all'assalto per l'ala, con il Parma in prima fila per il cartellino Leggi ancora...
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Torino, Colantuono: "Sempre desiderato allenare i granata"

Stefano Colantuono è il nuovo tecnico del Torino Leggi ancora...
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Camolese: "Preferisco non parlare"

Il Torino cambia mister, affidando la panchina granata a Stefano Colontuono e TMW ha provato a contattare l'ex tecnico Giancarlo Camolese, il quale però preferisce chiudersi nel silenzio. "Oggi preferisco non parlare". Leggi ancora...
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Colantuono è il nuovo allenatore del Torino

Foschi ha voluto andare sul sicuro e TorinoGranata, già alcuni mesi fa, aveva ipotizzato il suo arrivo sulla panchina granata, un'ipotesi che poi si è rivelata azzeccata. Non possiamo che augurare buona fortuna al nuovo mister granata. Leggi ancora...
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SIAMO TIFOSI DI SERIE A? ALLORA DEVE INIZIARE LA “ RIVOLTA INTELLIGENTE”. PRIMO PUNTO, L’ ALLENATORE.

La farsa 2008 – 2009 si è completata. Abbiamo assistito impotenti al sacrificio di una squadra ed una società per cui facciamo il tifo, diretta, costruita, allenata, accudita dal punto di vista psicologico ed atletico male, con immotivate velleità di UEFA e reali possibilità di una semplice salvezza a tre o quattro giornate dalla fine del campionato. Leggi ancora...
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Giampaolo-Torino, sono ore decisive

Il tecnico del Siena vicino alla firma. Serve il sì del club toscano Leggi ancora...
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Siena blinda Giampaolo, Cairo prova a liberarlo

Il Toro ancora senza allenatore cerca un ultimo, disperato assalto Leggi ancora...
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Udinese interessa Dzemaili

Uno degli obiettivi di mercato dell'Udinese è il centrocampista del Torino Blerim Dzemaili, giocatore che piace a molte squadre di A, tra le quali la Fiorentina. Il Presidente granata Urbano Cairo ha però frenato la corsa al calciatore dichiarando che "la nostra intenzione è quella di trattenerlo qui. Se qualcuno si farà avanti, valuteremo". Leggi ancora...
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Il Sussidiario - Colantuono: : "In B allenerei solo i granata"

In esclusiva per ilsussidiario.net ha parlato Stefano Colantuono, uno dei papabili per la panchina granata. L'ex tecnico rosanero ha detto: "A Torino sarebbe l’unica piazza in Serie B in cui sarei disposto ad allenare. Naturalmente ci vuole un progetto serio". La storia del progetto è il punto focale per venire a Torino, sponda granata. "Il Torino è un’ipotesi gradita, sempre che ci siano dei programmi e delle prospettive di un certo tipo. Altrimenti non mi interessa. Vorrei avere dei programmi su cui lavorare. Se c’è questo Torino è una piazza più che gradita", ha aggiunto Colantuono. Leggi ancora...
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Torino, matrimonio Cairo-Rossi, ore decisive

Cairo sfoglia la margherita: Rossi o non Rossi? In settimana si dovrebbe avere la risposta definitiva sulla guida tecnica. Urbano Cairo e Delio Rossi sono giunti al rush finale. Nei prossimi giorni, forse nelle prossime ore si deciderà il destino del Torino in serie B. Leggi ancora...
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Rossi, ostacoli dettati dalla famiglia

Ormai libero dalla Lazio, Delio Rossi sembra in pole position per la panchina del Torino. Leggi ancora...
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Ritratto di allenatore

Delio Rossi, pacato fuori e duro nello spogliatoio Leggi ancora...
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Il Torino ci prova con Giampaolo

Dopo il summit con Rossi, incontro anche col tecnico del Siena Leggi ancora...
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Di Canio: 'Delio Rossi ideale per il Toro'

Paolo Di Canio: "Toro, Rossi è l'ideale se Cairo lo lascia fare".
L’ex laziale: «Con un progetto serio dice sì alla B».


Paolo Di Canio, il Torino cambia allenatore e pensa fortemente a Delio Rossi che Cairo dovrebbe incontrare oggi o domani. E’ una scelta azzeccata?
«Sono stato un anno con lui alla Lazio e ho conosciuto un grande lavoratore. Un uomo senza fronzoli, che quando accetta un progetto si spende totalmente per la causa. Quindi non so come finirà, ma suggerirei a Cairo di cercare un accordo». Leggi ancora...
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Agroppi: "Basta parlare di retrocessione, guardiamo avanti"

Aldo Agroppi non vuole più sentire parlare di retrocessione, dopo qualche giorno di umore al minimo, è giusto pensare a ripartire. Leggi ancora...
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Torino, chi parte e chi rimane

In attesa di conoscere il nome del futuro allenatore del Torino, che dovrebbe essere svelato in settimana (senza escludere Camolese dalla lotta), c'è da sistemare la rosa attuale della squadra granata, soprattutto decidere chi rimane e chi parte. Gli addii dovrebbero riguardare molto probabilmente Rosina, Sereni e Natali. I motivi sono molteplici, tutti e tre hanno un contratto che scadrà nel 2011e guadagnano anche parecchio, con un contratto che in totale supera i due milioni di euro a stagione. Una cifra che in B Cairo non può permettersi, sperando soprattutto di non perdere gli sponsor principali, come Reale Mutua e Beretta. Leggi ancora...
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Torino, per la panchina è volata a due

Il Presidente Urbano Cairo sta cercando in queste ore di chiudere definitivamente il discorso della guida tecnica della squadra granata per la prossima stagione. Incassato già il sì di Stefano Colantuono, che ha già dimostrato, alla guida dell'Atalanta, la sua dimestichezza col campionato cadettto, il sogno resta Delio Rossi, che il numero uno granata spera di incontrare entro domani per fugarne gli ultimi dubbi. Leggi ancora...
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Torino Delio Rossi?

Cairo e Foschi stanno valutando i pro e i contro di ogni candidato e dopo un venerdì che ha sistemato quasi tutti i tasselli in serie A, oltre a Beretta e Colantuono, si affacciano due nomi nuovi sul tavolo del presidente e del ds: Delio Rossi e Marco Giampaolo. Il primo si è preso un paio di giorni di tempo prima di dare una risposta a Cairo, che venerdì pare lo abbia cercato, per sondarne la disponibilità. Certo, scendere in questa serie B con pochissimo appeal televisivo, è come finire nel dimenticatoio, ma Delio Rossi ricorda come le sue fortune più recenti siano partite nel 2002, quando accettò di ripartire dalla categoria inferiore con il Lecce, riportato subito in A e poi salvato con largo anticipo, prologo (dopo l'intermezzo di Bergamo) a un quadriennio ricco di soddisfazioni con la Lazio, coronato dalla conquista della Coppa Italia. Leggi ancora...
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Mai più affidarsi al fato

Progetto. È una di quelle parole che nel calcio vanno di moda e puntualmente tornano alla ribalta ogni volta che qualcosa va male. In realtà si tratta di un’espressione abusata. Come giustamente ricordava il procuratore Bonetto, in un’intervista rilasciata qualche giorno fa proprio a TN, i dirigenti competenti non hanno bisogno di dichiarare di voler iniziare un “progetto”, lo fanno e basta. Lo fanno senza tabelle di marcia e senza proclami di alcun tipo, quasi senza rendersene conto. “Basta” avere dirigenti competenti che conoscono l’ambiente e sanno come muoversi. Chi comincia con le varie dichiarazioni e con idee grandiose, spesso si scontra con la dura realtà e molte volte si ritrova esattamente al punto di partenza. Ne sanno qualcosa Cairo e i tifosi granata.
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Asta maglia di Rolando Bianchi stagione 2008/2009

IL COMUNICATO UFFICIALE PRESENTE SU EBAY

PER L’AQUILA. PARTECIPATE CON IL CUORE IN MANO
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