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Toro: Saumel, “ora sono contento”
Triestina - Torino: la partita presentata da Eurosport
Torino I problemi sono a destra
Ogbonna: Napoli, Roma e Palermo
Ogbonna, non solo Toro. Foschi: "Ma resterà qui".
È il migliore giocatore italiano classe 1988 in circolazione, ma Ogbonna deve ancora crescere tanto e lo farà nel Torino: non per qualche mese, ma per anni». Rino Foschi è uomo sensibile: sia nell’individuare i talenti, sia nel capire dove portano le correnti di mercato. Le prestazioni da titolare di Ogbonna, la sua giovane età unita ad un fisico da gladiatore e l'essere già nel giro della Nazionale azzurra hanno fatto drizzare le antenne al diesse granata. Il classico tam-tam tra procuratori, intermediari, addetti ai lavori e direttori sportivi non ha mai pausa, ma sul talento cresciuto nel vivaio del Toro (e rimasto nonostante il fallimento di quattro anni fa) le voci sono fitte da settimane. Dall’Inghilterra rimbalzano notizie di osservatori di Arsenal e Manchester City inviati in Italia per seguire la sua crescita, mentre in serie A si registrano gli interessamenti di Napoli, Roma e Palermo per il centrale nato a Cassino da genitori nigeriani. «Non è sul mercato», sancisce Foschi. «Io non so nulla», sorride Ogbonna. È il gioco delle parti, anche perché sognare è lecito soprattutto quando hai fame di successi e 21 anni sulle spalle. «Il calcio per me è passione - spiega il difensore giunto sotto la Mole nel 2002 e con contratto in scadenza nel 2011 - e il sogno di arrivare ai massimi livelli, anche se devo crescere ancora. Ogni persona ambisce al massimo e il massimo in Italia ora non è solo l’Inter: ci sono anche la Juve e la Roma». Sincerità per sincerità, Ogbonna sa benissimo che ognuno nel calcio ha un prezzo. «Io cerco di dare sempre il meglio e spero di vincere qualcosa d'importante col Toro. Poi non sempre riesci ad ottenere quello che vuoi e ogni anno nel calcio subentrano anche altri discorsi che possono farti restare o andare via. Ma è così in tutti i lavori e il calcio è una professione». Un discorso del genere lo faceva anche Rosina, capitano del Toro. «La penso come lui - riflette l'ex compagno - e poi perché fare promesse ai tifosi se poi non le puoi mantenere? Io voglio fare bene, ma se arrivano altre richieste devi valutare tutto, anche cosa vuoi fare del tuo futuro». Un discorso che Foschi respinge al mittente. «Ogbonna è un giocatore del Toro e fa parte di un progetto ben preciso - risponde il diesse -, per cui queste voci e questi scenari non mi fanno né caldo né freddo. Crediamo in lui e crescerà con noi nei prossimi anni».
Urbano Cairo Felice di questo Toro
Subito dopo si torna a parlare di Toro: “Quello che conta è ovviamente come sarà la nostra situazione a fine stagione. L’importante non è solo recuperare adesso posizioni sulle altre, ma sarà non farsi recuperare dopo”.
Gli viene chiesto di commentare le parole di Angelo Ogbonna, e non si tira indietro: “Ogbonna ha detto delle cose ingenue, ma in realtà ho saputo, parlando con l’addetto stampa, che quello scritto sui giornali non è esattamente quello che ha detto lui. E’ normale che si cerchi sempre di migliorarsi ma non mi pare il caso di drammatizzare troppo per quello che è successo. In un futuro, quando sarò presidente di un Toro ancora più competitivo, spero proprio che Ogbonna ne faccia parte”.
Per quanto riguarda il rinnovo di Rubin Cairo sottolinea che non è lui ad occuparsene, ma Foschi: “Vogliamo dargli fiducia, e dargli anche ciò che gli spetta, niente di più e niente di meno”.
Due parole poi per il bomber granata, Bianchi: “Nove gol in dieci partite sono una gran cosa, segna in tutti i modi e anche in situazioni difficili ma la cosa più importante ora è che il Toro non è un giocatore soltanto ma una squadra; in ogni caso mi aspetto che continui per il resto del campionato su questa media gol”.
Il Presidente ci tiene poi a rimarcare che il Toro che vuole lui deve ancora venire, perché ci sono squadre che si sono comportate meglio della sua squadra fino ad ora (ovviamente riferendosi ad Ancona e Frosinone): “E’ sempre bello vincere, sia in A che in B, io sono contento di come stanno andando le cose e mi sto divertendo. Tuttavia dobbiamo guardare avanti, la A è ancora lontana”.
I convocati del Toro
Il tecnico Colantuono ha convocato 19 calciatori per Ascoli vs Torino:
Portieri: Calderoni, Sereni.
Difensori: Colombo, Loria, Ogbonna, Pisano, Rubin, Zoboli.
Centrocampisti: Belingheri, Bottone, Coppola, Diana, Gorobsov, Loviso, Saumel.
Attaccanti: Arma, Bianchi, Di Michele, Vantaggiato.
Tra i non convocati, da segnalare le defezioni dell'ultimo momento di Gasbarroni (distorsione della caviglia sinistra) e di Vailatti (problema muscolare agli adduttori).
Nicola Ferraro e la poesia dedicata alla "Farfalla Granata"
Le troppe stazioni
del nostro dolore
sono sempre più vuote,
disadorne,
abbandonate,
piene di echi
di lacrime
ormai troppo lontane.
Le parole
“Farfalla Granata”
sembrano diventate
un titolo,
uno slogan,
un monumento disadorno
alla solitudine,
persino nel giorno
in cui si ricorda
la sua morte;
parole che sembrano
ormai
un mantra
senza senso,
senza storia,
senza fine.
Ma un'altra Farfalla
tornerà a volare
quando il GRANATA
smetterà di essere
un colore
e ritornerà ad essere
un grumo pulsante
di vita
entusiasmo,
amore.
Nicola Nick Ferraro
Comunicato del CCTC
In caso di parità, ma con un buon gioco da parte del Torino, tutto resterà tranquillo: "Sì, noi vogliamo vedere i giocatori reagire. Siamo stati soddisfatti della campagna acquisti, dell'allenatore scelto e del lavoro fatto da Foschi, adesso è la squadra che deve darci delle risposte".
La contestazione da attuare è di quelle pacifiche, silenziose: "Potremmo decidere di disertare lo stadio in massa. Ci siamo trovati al Borgo Vittoria per discutere di quello che sta succedendo, anche se non riusciamo ancora a capacitarci di quanto successo e capire cosa sta succedendo. Sia chiaro, il momento non è tragico, ma siamo alle prime avvisaglie e non vorremmo che poi la situazione precipitasse come l'anno scorso. Per il Toro un altro anno in B sarebbe drammatico".
Da tempo non si parla più del Filadelfia, la situazione rimane incerta, come spiega Montiglio: "Onde evitare di sentirci presi ancora in giro, in questo momento ci siamo defilati. Attendiamo che si risolva la questione delle ipoteche, dopo di che torneremo al tavolo di lavoro. Se poi non si dovesse sbloccare la questione ipoteche allora vedremo di trovare altre soluzioni".
Senza dubbio ci sono più garanzie ora che Giuseppe Sbriglio è diventato Assessore allo Sport: "Lui è un tifoso granata e ha sempre lottato per il Filadelfia. Poi sa di avere una ghiotta occasione, se porta avanti nel modo migliore la questione Filadelfia, tra un anno e mezzo, quando ci saranno le elezioni amministrative, i tifosi del Toro lo premieranno con il voto".
Tutta l'intervista andrà in onda alle 19,30 di giovedì 15 ottobre ed in replica alle 15,05 di venerdì 16 su Radio Beckwith
Di Michele: Ad Ascoli per riscattarci
Ha oggi incontrato i media David Di Michele: - Contro il Modena nel primo tempo non siamo riusciti a segnare, gli spazi erano pochi e non siamo stati capaci di affondare il colpo. Alla fine siamo usciti sconfitti da una partita in cui un pari ci sarebbe stato stretto. Come il Mister, chiediamo scusa per il risultato. Ci rode, e tanto, non vincere in casa contro una squadra che non è venuta a Torino per conquistare i tre punti. Ma il calcio è questo: quando si vince raccogliamo gli elogi, quando si perde le critiche. Lo sappiamo, e ad Ascoli vogliamo riscattarci subito. Siamo alla nona giornata, è ancora lunga, e non vedo tutta questa crisi che viene descritta. Se andrò in panchina? Non importa, Di Michele non è indispensabile, come gli altri giocatori. Non c'è nessun titolare fisso, l'importante è che giochi chi sta meglio. In questo momento sto tirando un po' il fiato, ma darò sempre comunque il massimo. Io sono convinto che daremo soddisfazioni ai nostri tifosi, come loro le daranno a noi -. |
Gigi Meroni - il sito
Gigi Meroni - Una poesia per la Farfalla
Pneumatici color balilla, solcano le strade del ricordo, occhiali scuri celano dolcezza, diverso per essere simile urli il silenzio dell’anima, scomodo per un mondo falso.
La giostra dell’amore, una luce nel cuore di Cristiana autoscontri di dolcezza nel luna park del suo sguardo.
Una tela lunga una vita, pennellate e cross per dipingere l’impossibile, abiti inediti indossano la tua fantasia….
In una sera di mezzo ottobre il sorriso si stinse nel tramonto, presto… troppo presto
Che dire di noi, con il pennello dell’affetto dipingiamo tele mai dipinte per te lariano dal cuore granata, giocoliere di un attimo… Gigi..
Gigi Meroni.
Ermanno Eandi - www.eandiermanno.it
ermanno.eandi@toronews.net
Ottobre, il mese nero di Colantuono
di Gianluca Sacchetto
Un pareggio stentato contro l'Ancona e il crollo interno con il Modena. Da quando è iniziato il mese di ottobre il Toro non sa più vincere. Un misero punto collezionato in due partite e il quarto posto in classifica, in compagnia di Cittadella e Ascoli, non rispettano certamente le aspettative di inizio stagione. Eppure se si guarda ai freddi numeri, questo momento di difficoltà era preventivabile.
Ottobre è il mese nero di Colantuono, durante il quale ha sempre portato a casa risultati deludenti anche nel suo passato. A testimoniare ciò il dato di 1.14 punti per gara nel decimo mese dell'anno, in assoluto il peggiore. Per capire come ottobre sia assolutamente indigesto al tecnico romano basta fare un confronto con febbraio, che precede di una sola posizione nella speciale classifica del tecnico il mese attuale. Ebbene, la differenza è netta: a Febbraio la media si attesta sull'1.56.
I numeri, però, possono dare anche speranza. A novembre si sale vertiginosamente, con un balzo di quasi un punto di media rispetto ad ottobre (2.11). E andando avanti le statistiche sono sempre più a favore di Colantuono, soprattutto con l'arrivo dei primi caldi. D'altronde il tecnico nella conferenza stampa post Frosinone-Toro, quindi prima dei due passi falsi interni, aveva detto: "Solitamente le mie squadre fanno più punti nel girone di ritorno. E' sempre stato così". Guardando le statistiche non ci sarebbe, quindi, da preoccuparsi per questo calo di gioco e punti. Ora c'è da vedere se anche il campo darà un simile responso.
(Foto: M. Dreosti)
